L’Associazione Premio Nazionale di Narrativa Bergamo assegnerà a Edoardo Sanguineti,
martedì 2 ottobre alle ore 18 nel
Salone Furietti della biblioteca Angelo Mai di Bergamo alta,
piazza Vecchia, il Premio “Il Calepino”, prima edizione,
quale riconoscimento dei meriti letterari ed artistici nella
cultura italiana ed europea contemporanea.
La cerimonia sarà introdotta da Carlo Simoncini, presidente
dell’Associazione Premio Nazionale di Narrativa Bergamo,
e coordinata da Mimma Forlani; interverrà Matilde
Dillon dell’Università degli Studi di Bergamo.
Edoardo Sanguineti
Scrittore, poeta e critico letterario, Edoardo Sanguineti è nato
a Genova nel 1930. E’ cresciuto a Torino dove si è laureato
con Giovanni Getto con una tesi su Dante pubblicata da Olschki
(Firenze) nel 1961 con il titolo Interpretazione di Malebolge.
Dal 1968 ha insegnato letteratura italiana moderna e contemporanea
all'università di Salerno e dal 1974 è passato
all'università di Genova dove insegna e risiede tutt’oggi.
Presente nell’antologia dei Novissimi, Sanguineti è stato
un esponente di punta del Gruppo ’63. Il suo primo volume
di poesie è “Laborintus” del 1956, seguito
da Triperuno (196), e da Wirrwarr (1972). Sperimentatore
e iconoclasta Sanguineti spezza il legame codificato tra suono
e significato nella parola attraverso la commistione di forme
linguistiche diverse al fine di mettere in luce la crisi attraversata
dalla lingua nel Novecento. A partire dalla raccolta Stracciafoglio
(1980), dalle successive, confluite poi nel volume Segnalibro
(1982) e dalle ultime raccolte Senzatitolo (1992) e Corollario
(1997), Sanguineti riannoda, anche se in modo del tutto personale,
il nesso tra suono e significato non rinunciando tuttavia al
gioco parodico-ironico che emerge sempre nel gusto della commistione
tra registro alto e basso dell’italiano spesso arricchito
da vocaboli francesi, inglesi e tedeschi.
Il gioco di smontaggio
delle forme letterarie è particolarmente evidente anche
nei due romanzi, Capriccio italiano, (1963) e Il giuoco
dell’oca
(1967). Sanguineti ha scritto inoltre diversi testi teatrali
confluiti in Teatro (1969), ha curato la riduzione dell’Orlando
Furioso, un travestimento ariostesco (1969) per Ronconi.
Per la scena ha anche tradotto Le Baccanti di Euripide
(1968), Fedra
di Seneca (1969), Le Troiane di Euripide (1974, Le
Coefore di
Eschilo (1978), La Festa delle donne di Aristofane (1979),
Edipo Tiranno di Sofocle (1980), I Sette contro Tebe di
Eschilo (1992), ed infine il Don Giovanni di Molière,
una coproduzione del “Teatro di Genova” con la “Compagnia
di Lavia”, per la regia di Marco Sciaccalunga con Eros
Pagni. Lo spettacolo messo in scena nel 2000, sarà presentato
dal 12 febbraio al 3 di marzo 2002 al teatro Strehler di Milano.
Tra le traduzioni sanguinetiane quella più famosa resta
l’originalissima imitazione del Satyricon di Petronio
(1970).
Edoardo Sanguineti ha collaborato con molti musicisti,
tra i quali Luciano Berio, scrivendo testi per balletti e libretti
d’opera e molti pittori, (il suo sodalizio con Enrico Baj è stato
lungo ed intenso) ed anche artisti del cinema.
Critico particolarmente acuto dell’opera dantesca (Il
Realismo di Dante),della produzione letteraria dell’Otto e del Novecento
(Tra Liberty e crepuscolarismo,1961, Guido Gozzano,1966),della
filosofia e sociologia della lingua (Ideologia e Linguaggio,1965),
Sanguineti ha collaborato assiduamente con Paese Sera. I suoi
articoli di costume saranno poi raccolti nei volumi Giornalino
1973-75 (1976), Giornalino II, 1975-77(1979).
Poiché molte della sue opere pubblicate da Feltrinelli
risultavano da molti anni esaurite, la casa editrice milanese
sta provvedendo alla loro ristampa. Nel 2000 è stato pubblicato
Il chierico organico, e all’inizio di settembre, Ideologia
e Linguaggio, ampliato e arricchito rispetto al volume uscito
nel 1965. Fresco di stampa è anche il volumetto scherzoso,
Verdi in technicolor della casa editrice Melangolo.